Interessante lezione per gli alunni di terza media che nella mattinata del 30 Marzo hanno incontrato presso l’aula magna Romagnosi il vicecomandante dei Carabinieri di Carate Brianza, Daniele Gianluca. L’occasione è stato l’incontro di educazione alla legalità con
particolare attenzione alle responsabilità dei minori. Dopo la visione di un breve video istituzionale dell’Arma che aveva l’obiettivo di far conoscere il ruolo delle Forze dell’ordine nella società e introdurre il tema, il vicecomandante ha puntato subito i riflettori su un
recente caso di cronaca portato alla ribalta nazionale, per far riflettere gli alunni sulle conseguenze del gesto violento: si tratta dell’accoltellamento di un’insegnante di francese a Trescore Balneario. Tra gli aspetti evidenziati, sono stati analizzati coi ragazzi la ripresa
in diretta dell’evento da parte del responsabile, quindi la spettacolarizzazione della violenza, la ricerca di visibilità dell’autore davanti ai compagni e la possibile premeditazione. Un episodio del genere mette in evidenza il rischio sociale altissimo a causa dell’emulazione da parte di altri studenti e il pericolo che gesti estremi diventino modelli imitabili. I minori di 14 anni non sono penalmente imputabili, tuttavia lo Stato interviene comunque con limitazioni della libertà vigilata e il collocamento in comunità educativa. I casi che coinvolgono minori vengono seguiti dal Tribunale per i minorenni.
Viene attivata un’équipe multidisciplinare composta da assistenti sociali, psicologi ed educatori al fine di comprendere motivazioni e contesto del gesto e analizzare il contesto familiare e sociale del minore. Anche i genitori possono essere sottoposti a verifiche sulla
responsabilità educativa. Non vanno in carcere al posto del figlio, ma possono essere ritenuti parzialmente responsabili e subire limitazioni o perdita della responsabilità genitoriale nei casi più gravi.
Il vicecomandante ha concluso sottolineando che la scuola ha un ruolo educativo fondamentale, dal momento che gli insegnanti contribuiscono alla formazione dei cittadini.
Pertanto l’educazione alla legalità e alla socialità devono essere sempre di più compiti condivisi tra scuola, famiglia e istituzioni. Episodi simili vanno esaminati, per capire l’origine del disagio e intervenire prima che altri fatti si ripetano.
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