Ricorre il 9 Marzo l’81esimo anniversario dall’eccidio di Pessano in cui morirono tre concittadini caratesi: Claudio Cesana, Dante Cesana e Angelo Viganò, appartenenti alla 119° Brigata Garibaldi. Un episodio che ancora oggi richiama alla memoria la Resistenza contro i nazifascisti che portò alla Liberazione del nostro Paese dalla dittatura. È doveroso fare memoria di quel tragico e doloroso avvenimento e onorare i martiri che donarono la vita piuttosto che tradire i compagni e lasciare l’Italia in mano all’invasore.
La fucilazione dei nostri concittadini e di altri quattro partigiani brianzoli (Angelo Barzago, nato a Bussero; Romeo Cerizza, milanese; Alberto Gabellini, nato a Cambiago; Mario Vago, nato a Sacconago) avvenne a Pessano con Bornago da parte delle truppe di occupazione tedesche e della Guardia Nazionale Repubblicana, come rappresaglia, in seguito al ferimento mortale di un tenente tedesco, responsabile del distaccamento dell’Organizzazione Speer di Pessano, avvenuto il giorno 8 Marzo.
Domenica 8 Marzo c’è stata l’occasione del ricordo a Carate. In piazza Battisti autorità, associazioni, membri del CCRR e alunni di quinta primaria Romagnosi di Carate con un dono artistico hanno fatto memoria dell’eccidio. Successivamente si è tenuto il corteo verso il cimitero di Carate dove sono state posate le corone ai monumenti dei caduti.
Fare memoria di questi avvenimenti ci aiuta oggi a onorare quegli uomini che scelsero consapevolmente di andare incontro alla morte, pur di lottare per il bene comune. Grazie al sacrificio loro e di tanti altri, l’Italia ha potuto costruire una democrazia basata su valori solidi e imprescindibili.
Nell’istituto comprensivo di Carate, ogni anno, gli studenti di primaria e secondaria di primo grado elaborano studi, ricerche e opere creative per commemorare l’accaduto. In particolare le classi quinte durante il mese precedente hanno vissuto una bella esperienza che ci raccontano con le loro parole: Enrico Mason, accompagnato dalla pronipote di Dante Cesana, Valeria Farina, e dall’alpino Claudio Riva, ha portato nelle classi 5^ dell’Istituto la testimonianza degli anni della resistenza contro il fascismo e il nazismo. Dopo il 25 luglio del 1943, quando cadde Mussolini, l’Italia era ancora occupata dai tedeschi e dai fascisti, ma erano molti quelli che combattevano e si ribellavano alla dittatura. Anche a Carate nacque la Resistenza e tra i suoi componenti c’erano: Dante Cesana e Angelo Viganò di circa 25 anni e Claudio Cesana di circa 21 anni. La sera del 26 febbraio 1945, dopo il coprifuoco, i tre ragazzi vennero trovati, da dei brigatisti neri, con un’arma da fuoco e dei volantini. Per questo furono portati alla Casa del Fascio e interrogati in modo violento. Successivamente furono condotti nel carcere di Monza. L’8 marzo di quell’anno alle 16,30 un ufficiale tedesco venne ferito sulla strada per andare a Pessano in un attentato e morì poco dopo. L’ufficiale, che aveva instaurato buoni rapporti con la popolazione locale, dichiarò che gli attentatori non erano cittadini di Pessano. Secondo le leggi del tempo, per rappresaglia, i tedeschi prelevarono dalle carceri otto ostaggi, tra cui Dante, Angelo e Claudio e li fucilarono a Pessano, la sera del 9 marzo del 1945. Prima della fucilazione venne allontanato Carletto Vismara, risparmiato perché troppo giovane. Inizialmente i tre martiri dovevano essere sepolti in una tomba comune, ma grazie all’intervento di alcuni religiosi, le famiglie riuscirono a riavere i corpi e l’11 marzo vennero celebrati i funerali a Carate Brianza. Ai funerali accorse molta gente commossa dall’accaduto. Il 25 aprile del 1945 i tedeschi vennero scacciati dall’Italia e i fascisti sconfitti. A questi giovani sono state dedicate delle vie di Carate e ancora oggi nelle scuole viene ricordato il loro coraggio. Grazie alla testimonianza portata nelle scuole gli alunni hanno conosciuto questi giovani uomini e la loro vita attraverso le pagelle, i disegni, le foto, gli amori, le famiglie e le loro amicizie. Uomini come gli altri che hanno avuto il coraggio di far parte della resistenza e dire “NO” alla dittatura e a chi, con la violenza, voleva togliere la libertà. Questo NO in molte parti del mondo viene ancora oggi gridato da uomini e donne a costo della vita. Tutti dovrebbero ringraziare per la libertà conquistata e ricordarsi di chi quella libertà nel mondo la sta ancora cercando.
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