Un gradito ritorno per gli alunni di prima e seconda della scuola secondaria di primo grado. Come già avvenuto due anni fa, venerdì 30 Gennaio l’autore Marco Erba, professore d’italiano e latino in un liceo del milanese e scrittore di romanzi, è stato il protagonista di una speciale lezione presso l’auditorium de Il parco, grazie alla concessione della BCC Carate -Treviglio. Lo scrittore è vincitore di prestigiosi premi e riconoscimenti ed è stato invitato nel nostro istituto grazie al progetto di lettura Incontra l’autore seguito dalla professoressa Giuseppina Musci. Gli alunni hanno avuto occasione di porgere all’ospite d’eccezione numerose domande relative ai testi su cui si sono concentrati in classe nei mesi precedenti l’incontro: “Il mistero della spada rubina”, “La casa viola”, “Città d’argento” e tanti altri. Il momento di confronto si è rivelato occasione di crescita anche per i molteplici spunti di riflessione offerti dall’autore che ha esordito con una testimonianza di sé: “Ero un giovane studente un po’ svogliato, ma mio nonno, che non aveva potuto concludere gli studi, mi ha ammonito, ricordandomi che studiare apre il cuore e la mente”. Ha poi raccontato di come nelle sue storie ci siano anche personaggi fantastici, ma la realtà sia la sua prima fonte d’ispirazione. A partire dai suoi figli Francesco, Pietro e Beatrice e dal dialogo quotidiano con studenti ed ex allievi, le occasioni di prendere spunto dalla vita personale e dagli incontri non gli mancano. “Ogni giorno si è davanti a un bivio – ha proseguito – Costruire ponti o barriere, vedere l’altro come potenziale amico o minaccia. Io scelgo sempre la prima strada: è più faticosa, ma mi fa capire sempre di più che ciascuno è unico e irrepetibile, con i propri limiti e le proprie fatiche”. L’autore ha concluso ribadendo l’importanza di saper guardare e vivere la realtà anziché optare per una virtuale, lasciando agli studenti domande personali di riflessioni: “Ciascuno di voi si deve chiedere se ha una passione che scalda il cuore, se predilige usare le parole come ponti o come muri, se è consapevole dell’unicità e irripetibilità di ogni individuo e se preferisce perdersi nel virtuale o attivare cuore e cervello nella realtà. Rispondere alle domande significa aiutarsi a crescere e trovare una strada per il proprio futuro”.
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