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La forza della parola.

Celebriamo la Giornata Mondiale della Poesia e la Giornata della Memoria e dell'Impegno in Ricordo delle Vittime delle Mafie

Utente IC Romagnosi Carate

da Ic Romagnosi Carate

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Il 21 Marzo non segna solo l’inizio della primavera, ma è anche una data dal profondo valore simbolico e culturale. In questa giornata si celebrano due eventi di grande rilevanza: la Giornata Mondiale della Poesia, istituita dall’UNESCO per valorizzare l’espressione poetica come strumento di dialogo e creatività, e la Giornata della Memoria e dell’Impegno in Ricordo delle Vittime delle Mafie, promossa dall’associazione Libera per onorare chi ha sacrificato la propria vita nella lotta contro le organizzazioni criminali.
Queste due ricorrenze, apparentemente distanti, trovano un punto d’incontro nella forza della parola. La poesia è infatti una forma di resistenza culturale, un mezzo per dare voce a chi non ce l’ha, per raccontare ingiustizie e per ispirare cambiamento. Allo stesso modo, il ricordo delle vittime della mafia non è solo un dovere civico, ma un atto di consapevolezza che passa anche attraverso le parole: quelle delle testimonianze, delle storie e della letteratura civile.
Da sempre il nostro istituto promuove incontri sulla legalità, per stimolare la riflessione sull’impegno civico. Gli alunni della secondaria in diverse classi saranno invitati a comporre poesie e testi che esprimano il loro personale impegno nella lotta alle ingiustizie. Celebrare la Giornata Mondiale della Poesia e la Giornata della Memoria e dell’Impegno significa unire bellezza e giustizia, arte e responsabilità civile. È un invito a non dimenticare e a credere che la cultura sia un mezzo fondamentale per costruire una società più giusta.
Solo insieme possiamo trasformare la memoria in impegno e la poesia in azione. Suggeriamo una breve riflessione attraverso il testo di Alda Merini.

Per Giovanni Falcone
La mafia sbanda,
la mafia scolora
la mafia scommette,
la mafia giura
che l’esistenza non esiste,
che la cultura non c’è,
che l’uomo non è amico dell’uomo.
La mafia è il cavallo nero
dell’apocalisse che porta in sella
un relitto mortale,
la mafia accusa i suoi morti.
La mafia li commemora
con ciclopici funerali:
così è stato per te, Giovanni,
trasportato a braccia da quelli
che ti avevano ucciso.