Grande soddisfazione per il nostro istituto alla premiazione del concorso letterario sui 95 anni della presenza alpina a Carate. Sabato sera, nella splendida cornice della chiesa prepositurale, sono stati premiati ben nove alunni delle terze che a giugno hanno terminato il loro percorso di scuola secondaria di primo grado. Sofia Colangelo e Beatrice Scommegna di 3B sono salite a parimerito sul terzo gradino del podio, mentre Miriam Ghenaiet di 3C si è piazzata al secondo posto; tutti gli altri si sono classificati entro la decima posizione: si tratta di Giorgia Bonaventura e di Elisa Cesana (3B), Alice Citterio (3F), Giovanni Messina e Edoardo Rigamonti (3A) e Christian Villa (3D).
La serata, organizzata dal gruppo Alpini nell’anno di celebrazioni dedicate al loro anniversario, ha visto la partecipazione delle autorità cittadine, di ben tre cori alpini (Carate, Arcore e Desio) che hanno allietato i vari momenti con canti della tradizione. Presente anche la giuria del concorso letterario con la presidente che ha esposto i criteri di valutazione dei testi. A salutare, a nome dell’istituto, il pubblico presente è stata la professoressa Ivana Foletto che tiene i rapporti con l’associazione locale alpini, da anni impegnata ad aiutare gli studenti a conoscere meglio i propri progetti, ad accompagnarli nelle uscite presso le trincee del comasco e al forte Montecchio, nonché a promuovere iniziative culturali e sociali. Le parole della professoressa Foletto raccolgono bene il significato della serata e il ringraziamento sentito per la collaborazione preziosa tra istituto e l’associazione di questi anni.
“GRATITUDINE. Questa è il sentimento che sintetizza l’esito del lavoro con i nostri studenti in occasione del Concorso proposto dagli Alpini, dal titolo: “Mandati sui monti per fare la guerra, ne erano discesi uomini di pace” (cit. tratta dal testo dello storico e alpino caratese Germano Nobili).
Grata agli Alpini di Carate per aver pensato, in occasione del 95° anno della loro presenza a Carate, di coinvolgere i nostri studenti nella proposta di un concorso. Alpini, custodi dignitosi di memoria storica, perché non hanno mai smesso di esserci: presenza viva e silenziosa, fatta di impegno concreto, solidarietà e spirito di servizio.
Grata ai nostri ragazzi per aver accolto tale sfida, per essersi messi in discussione, per aver riflettuto su una consegna così difficile e importante. Cari studenti, vi siete confrontati con parole cariche di storia, di dolore, ma anche con fatti evidenti di speranza. E lo avete fatto con sensibilità, intelligenza, profondità. In un periodo storico come quello che stiamo vivendo, segnato da forti tensioni, fermarsi a riflettere sul significato della pace, della guerra, della responsabilità individuale e collettiva è stato un gesto che sicuramente vi ha lasciato un segno di sana costruzione del bene comune. Con i vostri racconti, i vostri pensieri, le vostre riflessioni, avete saputo dare nuova voce a
storie che rischiano altrimenti di restare chiuse nei libri o nei monumenti. Le vostre parole hanno saputo restituire vita a volti, a esperienze, a ideali. Avete dato voce a un’ eredità che è tanto storica quanto profondamente umana. Avete imparato che la memoria non è nostalgia, ma responsabilità, che un concorso può diventare occasione per pensare responsabilmente, per costruire gesti di solidarietà, per esserci dentro la vita.
Scrivere partendo da parole così significative “… mandati sui monti per la guerra e tornati uomini di pace” vi ha aiutato a comprendere che la scrittura può diventare anche un veicolo per mostrare la vostra maturità, il vostro pensiero, il desiderio di impegnarvi, di restituire valore alla memoria.
Un ringraziamento sentito va anche ai miei colleghi insegnanti; insieme abbiamo reso possibile questo tipo di confronto e questa iniziativa. E alle famiglie, che sostengono e accompagnano i loro ragazzi in questi percorsi di crescita.
Infine, grazie di cuore agli Alpini di Carate Brianza. Novantacinque anni di servizio e presenza sono un patrimonio che appartiene a tutta la comunità caratese, patrimonio carico di altruismo, senso del dovere, fedeltà, solidarietà. Valori semplici, ma per noi irrinunciabili.
Vorrei terminare citando alcuni pensieri con cui si conclude il testo del concorso di una mia, ormai, ex alunna:
Durante la seconda guerra mondiale, don Carlo Gnocchi visse momenti drammatici, in particolare durante la ritirata di Russia, quando vide morire tanti giovani soldati. Diceva spesso di non aver mai visto uomini cercare Dio con così tanto desiderio come i soldati in guerra. Dopo il conflitto, sentì il bisogno di fare qualcosa per chi aveva sofferto di più; così decise di affiancare i bambini feriti e gli orfani fondando un’Associazione che avrebbe offerto loro una speranza per il futuro. Riflettendo su questo, mi chiedo: dobbiamo davvero soffrire per capire quanto sia importante la pace? Forse no. Possiamo imparare dagli Alpini senza dover vivere il loro dolore. Possiamo scegliere la partecipazione, l’unione e la pace già da ora, senza aspettare che la vita ci metta alla prova.
L’esempio degli Alpini ci insegna che la pace non deve essere solo il risultato della guerra, ma una scelta consapevole che possiamo fare ogni giorno. Possiamo essere “Alpini nel cuore” aiutando chi è in difficoltà, restando uniti e affrontando le sfide con coraggio e determinazione. Gli Alpini ci dimostrano che la vera forza non è nella guerra, ma nella capacità di costruire un mondo migliore”.
Grazie
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